Due parole con Janez Burger, direttore di Silent Sonata

Silent Sonata è stato selezionato come candidato sloveno per il miglior film straniero agli Oscar 2012 e, dopo la sua uscita nel 2010, ha poi girato il mondo grazie a vari festival (International Film Festival di Rotterdam, Haifa International Film Festival, Tokyo International Film Festival, MedFilm Festival di Roma, tutti nel 2011, e molti altri). A partire dal 30 settembre, il film sarà disponibile in VoD in Danimarca, Norvegia, Francia e Repubblica Ceca nella collezione Premium Films di Walk This Way.

All'International Film Festival di Rotterdam del 2011, Cineuropa ha colto l'occasione per fare due chiacchiere con il regista sloveno del film, Janez Burger (Idle Running, Ruins ed il suo ultimo film Avtošola), sul suo terzo lungometraggio ma anche sul suo modo di vedere...

 

Il tema della guerra

La guerra è sempre intorno a noi. Dal momento che ogni cosa è legata all'altra, in questo mondo globalizzato, la guerra è ovunque in ogni momento. Basta accendere il televisore, e la guerra è tra le mura di casa. Era proprio questo che volevo fare: realizzare un film che non trattasse di una guerra in particolare, ma della guerra in senso lato. Perché in realtà l'intero mondo è in guerra. D'altra parte, però, quando si accende il televisore e si sente parlare di guerre, come è successo ad esempio quando la NATO e gli americani hanno pianificato la guerra in Afghanistan e quella in Iraq, sei sommerso di parole - tutte false. E' tutta propaganda di guerra. Così mi sono detto, se dovessi fare un film di guerra, sarebbe un film senza parole, perché in guerra le parole sono solo bugie, quindi non ne ho bisogno" 

Un cast internazionale

Per quanto riguarda la produzione, è stato tutto più difficile. In Slovenia non ci sono artisti circensi, così abbiamo fatto un grande lavoro di casting a Berlino ed a Parigi per cercare artisti di circo di qualsiasi tipo e poterne poi scegliere qualcuno per il film.

Un film sul circo?

No, credo piuttosto che sia un film su come la vita può avere differenti punti di vista, o dimensioni diverse tra loro. Persino i morti, in questo film, non sono davvero morti -in qualche modo sono vivi, ma in una dimensione diversa. E' proprio di questo che parla il film. Non credo che sia un film sul circo o sul mondo dello spettacolo, ma a pensarci bene la guerra è una sorta di spettacolo e anche il circo fa parte di questo mondo, e le due cose, nel film, finiscono per scontrarsi.

Il titolo

In Slovenia il film è uscito col titolo Circus Fantasticus, ma solo perché è l'unico film con la parola "circo" nel titolo; quando si esce sul mercato internazionale si scopre che per esempio quest'anno sono usciti un sacco di film con"Circo-qualcosa" nel titolo; a quel punto gli agenti della Fortissimo Films hanno detto che sarebbe stato impossibile vendere il film con quel titolo e così l'hanno cambiato. Proprio ieri, mentre guardavo il film, ho pensato che questo, in effetti, è il titolo migliore. Andrei a vedere più volentieri Silent Sonata che Circus Fantasticus, se il film non fosse il mio.

Il progetto visivo

L'ho immaginato semplicemente orizzontale. Orizzontale. E' per questo che il film è in Cinemascope widescreen. E' una scelta dettata quasi del tutto dall'ultima scena. Per tutto il tempo si osserva la scena in orizzontale, si vede solo su questo piano; a un certo punto c'è questa scena vista dall'alto. L'ho fatto per ottenere questo effetto. Questa era l'idea.  

Scrivere una sceneggiatura per un film praticamente privo di dialoghi

Non è un problema di scrittura. Secondo me è un problema di lettura. Chi ha letto la sceneggiatura ha avuto questo tipo di reazione: "Come faccio a tirare fuori un film da 20 pagine?" "Un lungometraggio da 20 pagine soltanto? Impossibile!" Ma io sapevo che era assolutamente possibile perché per me era decisamente un lungometraggio. Non si tratta di un corto. Non riesco proprio ad immaginare come si potessero aggiungere pagine, perché il tipo di scrittura è più o meno questo: "Old man can't take his bread. Sei minuti." Questa è una riga della sceneggiatura. Non si possono scrivere 10 pagine su questo. Ho scritto la sceneggiatura in 10 giorni.

Produzione

Un aspetto positivo è stato quello di disporre di un budget più sostanzioso di quello su cui avrei potuto contare se la produzione fosse stata solo slovena. E' stato il grosso vantaggio della co-produzione. Un'altro beneficio di questa co-produzione è stato poter lavorare con professionisti davvero bravi, che per me è davvero importante. Un tecnico del suono, gli scenografi e via dicendo. In più, ho potuto girare in Irlanda, dal momento che in Slovenia non abbiamo il mare e le coste che servivano per il film. E’ stata un'ottima cosa. Davvero un'ottima cosa. Sono molto felice di aver avuto una co-produzione per risolvere il  problema dei fondi e delle riprese (di cui ci preoccupavamo), e anche perché abbiamo potuto girare in Slovenia e in Irlanda. Abbiamo anche avuto un contributo dalla Finlandia, visto che alcune persone coinvolte erano finlandesi. E la post-produzione in Svezia -anche queste sono spese.

 

Guarda l'intervista completa (in inglese):

lunedì 12 ottobre 2015, di Cineuropa

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