Libero e scansafatiche: coinquilini, divano e dolce far niente come stile di vita

Sébastien, 29 anni e una sola ambizione nella vita: non fare nulla. Il suo orizzonte è il suo divano. La sua vita, non vuole viverla ma contemplarla. Ma nella nostra società, se non fai niente, non sei niente, e allora dovrà fare… qualcosina. Nel ritrarre una generazione che rimanda continuamente il passaggio all’età adulta, che rimane intrappolata negli studi, negli stage e in lavori degradanti, il regista francese Benjamin Guedj,con Libero e scansafatiche, segue Sébastien e i suoi due coinquilini mentre passano il loro tempo cercando di fare il meno possibile. Cosa affatto rara, ma che può esser vista di cattivo occhio.

Continuando la tradizione dei film generazionali degli anni Novanta come Le péril jeune o L’appartamento spagnolo di Cédric Klapisch, ma anche quella dei suoi fratelli maggiori americani (si pensi a Clerks–Commessi di Kevin Smith Slacker di Richard Linklater), Libero e scansafatiche, siamo nel 2010, contrappone con intelligenza l’entusiasmo giovanile agli obblighi della società contemporanea: lavoro, ambizione e carriera. Il tono è fresco e spensierato, ma la disinvoltura del racconto permette di affrontare, quasi senza che ce ne rendiamo conto, questioni essenziali dello scenario europeo contemporaneo, come la ripartizione del lavoro e la vita aziendale.

Il film, adattamento del romanzo Libre, Seul et Assoupi di Romain Monnery, vanta un cast particolarmente curato che, sulle scene, negli sketch di Canal + o sul grande schermo, sta imponendo il nuovo tono della generazione in ascesa: Baptiste Lecaplain, Charlotte Le Bon e Félix Moati. Mentre l’attrice canadese muove i suoi primi passi verso una carriera internazionale (si è fatta notare soprattutto in Bastille day di James Watkins e la vedremo prossimamente in The Promise di Terry George, al fianco di Christian Bale), Félix Moati, che aveva ottenuto il César come miglior promessa nel 2013 per il suo ruolo in Télé Gaucho di Michel Leclerc, ha vinto il Coup de cœur della giuria al Festival del Film Commedia di l’Alpe d’Huez, proprio per la sua performance in Libero e scansafatiche.

Si segnala, infine, il delizioso ruolo secondario interpretato da Denis Podalydès (la ricordiamo nella commedia The Dandelions di Carine Tardieu, in video-on-demand dal 2015) nelle vesti dell’impiegata del Centro per l’impiego, pieno della frenesia del rientro e dell’umanità più varia, che deve affrontare questi giovani sfaccendati.

La commedia, una vera e propria ode all’ozio, sarà visibile in versione video-on-demand tra le Commedie à la Carte a partire dal 5 settembre, direttamente sul vostro divano.

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venerdì 2 settembre 2016, di Cineuropa

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